Pasqua è tempo di rinascita, di luce che ritorna, di speranza che fiorisce.
Per questo abbiamo proposto ai bambini di scrivere una poesia personale, intima, fatta di desideri e gesti concreti, per immaginare un mondo in cui ognuno possa essere portatore di pace, arte, bellezza e serenità.
Abbiamo preso spunto dalla Preghiera Semplice attribuita a San Francesco d’Assisi:
…Dove è odio, fa ch’io porti amore,
dove è offesa, ch’io porti il perdono,
dov’è discordia ch’io porti l’Unione…
E loro hanno continuato così:
Dove c’è la pioggia, che io sappia accendere arcobaleni.
Dove c’è la stanchezza, che io posi un cuscino di lana.
Dove c’è una ferita, che io porti carezze e cure.
Dove ci sono urla, che io possa portare silenzi pieni.
Dove c’è ingiustizia, che io spezzi catene e apra sentieri.
Dove c’è la tristezza, che io liberi aquiloni di luce.
Dove c’è il dolore, che io sia cura e ascolto.
Dove c’è guerra, che io porti pace.
Dove c’è pioggia, che io porti il sole.
Dove c’è stanchezza, che io porti riposo.
Dove c’è la malattia, che io porti la medicina.
Dove c’è rabbia, che io porti calma.
Dove c’è buio, che io porti una candela.
Dove c’è rumore, che io porti silenzio.
Dove c’è banalità, che io porti l’arte.
Dove c’è ingiustizia, che io porti libertà.
Dove c’è tristezza, che io porti gioia.
Dove c’è violenza, che io porti ragione.
Dove c’è la fame, che io porti vita.
Dove c’è l’incoscienza, che io porti la saggezza.
Dove c’è niente che io porti tutto.
Dove c’è litigio che io porti fiducia.
Un esercizio di scrittura creativa ma soprattutto un modo per far riflettere i bambini sul valore delle azioni quotidiane, sull’importanza di scegliere, ogni giorno, di essere portatori di bene.
Così come scrive uno di loro:
“Dove c’è silenzio, che io porti voce di giustizia.”
Ecco il nostro augurio di Pasqua:
che ogni bambino possa essere luce, arte, voce e speranza.
Che ciascuno di noi possa imparare a portare bellezza dove manca, a scegliere il bene dove sembra più difficile.










